Dieci anni fa, il talentuoso ma fumantino Sandro Mondragone era tra gli allenatori di hockey più quotati a livello nazionale, al punto da essersi guadagnato il soprannome di «Drago». Poi, durante una finale persa a causa di un arbitro troppo zelante, Sandro ha perso le staffe, ha perso la partita... e ha perso tutto: il lavoro, la reputazione, il matrimonio e il rapporto con la figlia Thea.